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sabato 2 maggio 2015

Wormhole per risolvere un paradosso

 Una nuova audace teoria si sta facendo largo tra i fisici teorici. Questa teoria mira a collegare due descrizioni , notoriamente discordanti della natura. Nonostante sia passato un secolo dalla elaborazione della Teoria della Relatività generale, i fisici ancora non riescono a risolvere un problema di incompatibilità tra la "forma"
 dello spazio-tempo di Einstein ( che, seppur risulta  deformato dalla gravità , è senza interruzioni, geometrico) e il modo di occupare questo spazio da parte delle particelle quantistiche, un modo  divisionista, discreto, descritto da probabilità. Per risolvere la questione , Juan Maldacena , fisico presso l'Institute for Advanced Study di Princeton, New Jersey, che ha sviluppato l'idea insieme a Leonard Susskind, ritiene di aver trovato  una scorciatoia che unisce due idee proposte da Einstein nel 1935. Un collegamento tra il paradosso EPR (chiamato cosi per i suoi autori, Einstein, Boris Podolsky e Nathan Rosen) e i ponti Einstein-Rosen . Quindi si creerebbe una pseudoformula dove EPR=ER!!! Ma veniamo alla descrizione degli elementi di questa formula:
Paradosso EPR: Cosi come dafinita dallo stesso Einstein, l'"azione spettrale a distanza"   tra le particelle quantistiche(EPR) è un effetto considerato paradossale in quanto ritenuto incompatibile con il principio di LOCALITà , un postulato della relatività ristretta (che considera la velocità della luce la velocità limite alla quale può viaggiare  un qualunque tipo d'informazione). Il paradosso EPR dimostra di fatto l'esistenza dell'Entanglement Quantistico o correlazione quantistica, secondo la quale , lo stato quantico
 di un sistema si può descrivere solo come la sovrapposizione di più sistemi, dove l'osservazione e la misura di uno ne determina l'istantanea misura anche dell'altro . Il risultato, per quanto matematicamente complesso, è semplice: Se due particelle quantiche sono intrappolate, diventano, in effetti, due parti di una singola unità.
Quello che accade a una particella "intrappolata (entangled) accade all'altra, non importa quanto distanti siano!!! Come se riuscissero a comunicare in  maniera istantanea ,  violando quindi il principio di Località!
Wormhole o Ponte di Einstein-Rosen : Stelle e galassie nello spazio-tempo che possono , in teoria, creare cavità e persino buchi nel tessuto dello spazio-tempo e formare quello che è stato definito come ponte di Einstein-Rosen, che conduce ad un universo speculare sull'altro lato (Einstein e Rosen 1935). Sono questi buchi che possono rendere  possibile il viaggio nel tempo. Secondo Einstein e Rosen, nella parte superiore del foro vi è un "bocca" e al suo centro una "gola". Il foro non porta ad un fondo, ma si apre  all'altra estremità, formando un'altra "bocca", che conduce ad un universo specchio. Essenzialmente è una "scorciatoia" da un punto dell'universo a un altro, che permetterebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale. Questa relazione tra il paradosso EPR e ER sarebbe alla base della teoria che  sarebbe alla base di questa sorta di connettività spaziale che letteralmente "cucerebbe lo spazio insieme"....Secondo i fisici "In altre parole, la struttura solida e affidabile dello spazio-tempo è dovuto alle caratteristiche spettrali di entanglement", questo rappresenterebbe la soluzione per far combaciare la gravità con la meccanica quantistica. Il concetto di Entanglement giocò un ruolo chiave nel 1974 quando S.Hawking scoprì che i buchi neri erano in grado di "evaporare. Questa scoperta aprì una domanda fondamentale, nel mondo della fisica: Se il buco nero evapora nel nulla,cosa accade al contenuto informativo della materia che vi è caduto dentro?
Questa domanda è importante sopratutto in considerazione del fatto che le regole della meccanica quantistica proibiscono la distruzione completa delle informazioni. Quindi, in definitiva, le informazioni finite nel buco nero , sono perse per sempre o si sono solo "traformate"? La risoluzione a questo enigma fu data alcuni anni più tardi, quando, Leonard Susskind fece una scoperta che sconvolse per primo lui , trovò infatti che tutte le informazioni che cadono in un buco nero vengono intrappolate in un orizzonte degli eventi bidimensionale , orizzonte che segna il punto di non ritorno. In definitiva si può dire che tutte le informazioni vengono codificate in forma quasi "olgrafica" all'interno dell'orizzonte degli eventi, un po come se i bit necessari a codificare la vostra casa venissero archiviati sulla superficie bidimensionale di una parete.
Ma ora arriva la parte più difficile che porta a  comprendere come Juan Maldacena ha potuto collegare EPR e ER....Secondo la cosmologia attuale, quando qualcosa viene inghiottita da un buco nero , come risultato si ha una emissione di radiazione di Hawking (una radiazione termica che si ritiene sia emessa dai buchi neri a causa degli effetti quantistici). Ogni emissione di una radiazione di Hawking , è composta da una coppia di particelle Entangled (correlate). Di questa coppia , una particella uscente fugge e viene emessa come un quanto di radiazione  di Hawking e una particella in caduta viene inghiottita dal buco nero. Il problema a questo punto è che interrompere immediatamente l'intreccio tra le due particelle , genererebbe l'emissione una quantità immensa di energia, Juan Maldacena e Leonard Susskind hanno suggerito una soluzione a questo problema con la sopra citata relazione ER = EPR, ovvero che le particelle in uscita e in caduta sono in qualche modo collegati da wormholes, e quindi non sono sistemi indipendenti!
Ecco il cuore della loro tesi: Se l'orizzonte degli eventi di un buco nero è , come prevede la relatività, un luogo apparentemente normale e liscio , le particelle in uscita  dal buco nero devono essere intrecciate(entangled) con le particelle cadute nel buco nero. Eppure, per non perdere le informazioni, le particelle in uscita dal buco nero devono essere intrecciate(entangled) con le particelle che hanno lasciato molto tempo fa e sono ora sparse su una nebbia di radiazione di Hawking. Tutto ciò, per le attuali conoscenze cosmologiche, non si può verificare. Questo ha spinto Susskind e Maldacena  a ipotizzare che , in realtà, le particelle su entrambi i lati del confine dell'orizzonte degli eventi  possono essere collegati da un tunnel, dove le particelle ancora all'interno del buco sono direttamente collegate a particelle che hanno lasciato molto tempo fa, non c'è bisogno  di passare attraverso l'orizzonte degli eventi .

martedì 28 aprile 2015

Avengers: un mistero lungo 70 anni

Source Wikipedia
La relazione che segue è tratta dal libro di D.Keyhoe " The flying Saucer Conspiracy", Hutchinson, Londra 1957.
L'Autore dichiara che il suo racconto si basa sul rapporto della Marina degli Stati Uniti.
Il pomeriggio del 5 Dicembre 1945, alle 14.10 , cinque Bombardieri TBM Avengers , denominata "Squadriglia 19", con a bordo 14 uomini partirono dalla base navale di Fort Lauderdale in Florida per una esercitazione sull'Atlantico. Secondo il piano di volo, la squadriglia avrebbe dovuto spingersi 160 miglia ad est , verso le Bahama, poi piegare a Nord per 40 miglia ed infine , seguendo un percorso a triangolo, rientrare alla base. Un volo relativamente breve di meno di due ore. Alle 15.45 , la base di Fort Lauderdale ricevette uno strano messaggio radio. Con voce preoccupata il capo squadriglia comunicò: "Sembra che siamo fuori rotta. Non sono sicuro della nostra posizione". Nel corso dell'ora seguente giunsero altri messaggi, sempre più concitati. Possibile che le bussole di tutte e cinque gli aerei si fossero guastate contemporaneamente?
Eppure, come spiegare altrimenti la perdita di orientamento da parte dei piloti?
Verso le 16 dalla base fu captata una breve conversazione: evidentemente in preda al panico il capo squadriglia aveva ceduto il comando ad un altro pilota. Alle 16.25 un altro messaggio :" La nostra posizione è ancora incerta; pensiamo di trovarci a circa 225 miglia a nord-est della base".
A questo punto fu ordinato che un Martin Mariner , un gigantesco idrovolante, attrezzato per operazioni di soccorso , si dirigesse alla ricerca degli apparecchi in difficoltà. Aveva a bordo un equipaggio di 13 uomini. Fu tentato di comunicare la notizia agli Avengers , ma non si ottenne risposta. Più tardi fu chiamato il Mariner per controllare la posizione. Nessuna risposta: anche la radio dell'aereo soccorritore, come quella degli Avengers, era piombata in un silenzio sinistro.
Scattò allora una gigantesca operazione di ricerca. In capo a due ore, 240 aeroplani ed oltre 20 navi fra cui una portaerei avevano preso a perlustrare il mare della Florida alle Bahamas . Le ricerche si protrassero per 4 giorni su un'area di 280.000 miglia quadrate . Non fu trovato nulla : ne rottami ne corpi.
A questo punto la Marina abbandonò la caccia, ma per settimane ancora squadre di ricerca continuarono a setacciare le coste della Florida e le isole Bahamas. Nulla. Alcuni mesi più tardi la Commissione di inchiesta della Marina dichiarò ufficialmente che nessuna traccia era stata trovata ne degli uomini ne degli aerei e che non si era in grado di formulare la benchè minima ipotesi su quanto potesse essere accaduto.
Qualche tempo dopo un giornalista dell'Associated Press si recò a Fort Lauderdale e chiese se il mistero era stato in qualche modo chiarito. Nulla. "sono svaniti" disse un ufficiale della basa " come se fossero volati verso Marte". Passando ad analizzare l'incidente , Il Keyhoe arriva alla conclusione che nessuna ipotesi razionale sembra capace di spiegarlo. Infatti:
1)- Se gli Avengers si fossero spinti troppo lontano verso est, i piloti avrebbero dovuto avvistare le isole Bahamas . La Grande Bahama , lunga circa 25 miglia , sarebbe stata facilmente visibile date le ottime condizioni atmosferiche. Se avessero avessero volato verso Sud-Est , i piloti avrebbero avvistato sia l'isola di Andros sia quella di Grande Abavo. Volando a Sud-Ovest avrebbero incrociato le Florida Keys; ad Ovest , le coste della Florida. Ma in realtà non avvistarono terra ed allora c'è una sola spiegazione : essi stavano volando su una traiettoria circolare fra la Florida e le Bahamas. Il che equivale a dire che qualcosa aveva messo fuori uso tutte e cinque le bussole , e tutte allo stesso modo. Ma c'è di più : se il grado di alterazione delle bussole fosse rimasto costante nel tempo , gli aerei avrebbero volato lungo una rotta sbagliata , ma rettilinea, e avrebbero finito per avvistare terra da una parte all'altra. Ma per mantenere 3 ore gli aerei su una traiettoria circolare , il grado di alterazione degli strumenti deve opportunamente essersi modificato nel tempo. Il che spiega il terribile stato di disorientamento denunciato dai piloti.
2)- Se, per una incredibile coincidenza i motori di tutti e cinque gli aerei si fossero guastati, i piloti avrebbero avuto la possibilità di effettuare un ammaraggio di emergenza, operazione a cui erano particolarmente addestrati. Inoltre i motori non avrebbero potuto guastarsi tutti nello stesso istante. Per cui si sarebbe dovuto captare un primo segnale  di allarme , seguito man mano da tanti altri.  Ora , se gli aerei avessero ammarato, la maggior parte, se non la totalità dei 14 uomini avrebbe dovuto salvarsi. Il mare era calmo e l'ammaraggio non poteva provocare grossi danni. . I piloti a loro volta indossavano le cinture pneumatiche e avevano a disposizione canotti gonfiabili. In moltissimi casi , piloti e marinai hanno potuto resistere per giorni e addirittura settimane in situazioni del genere.
3)- Se infine tutti gli aerei fossero precipitati , il che è quasi inconcepibile , si sarebbero dovuti trovare , sparsi in diverse miglia quadrate , rottami e corpi. Ma nulla, assolutamente  nulla, fu rinvenuto nonostante la gigantesca operazione di ricerca messa in atto.
Analoghe considerazioni valgono per il Martin Mariner e il suo equipaggio. Anzi bisogna ricordare che il Martin Mariner era un idrovolante, quindi a maggior ragione , anche se avesse finito il carburante o si fosse perso, avrebbe avuto tutti i mezzi per atterrare nell'oceano!!!
In epoca moderna sono state condotte molte ricerche per ritrovare gli Avengers, ma nessuna ha portato risultati certi. Nel 1986 furono trovati resti a largo della Florida di alcuni Avengers ma i numeri di matricola dei motori non corrispondevano Negli anni '90 , fu trovata una squadriglia intera di aerei sott'acqua , ma anche questa volta gli aerei non corrispondevano.
In epoca ancora più recente altri TBM Avenger sono stati trovati , ma i resti non erano direttamente riconducibili alla squadriglia 19 , inoltre è noto da alcuni decenni che la Marina e l'Aeronautica  Americana, negli anni successivi la guerra, usarono come cimitero degli aerei l'oceano Atlantico di fronte la Florida.
In conclusione , non esiste spiegazione razionale dell'accaduto. Il caso è rimasto insoluto . I 6 aerei e i 27 uomini degli equipaggi sembrano letteralmente svaniti nel nulla. Uscendo dal razionale, si possono fare tutte le ipotesi che si vogliono. Si può dire, ad esempio, come afferma Albero Perego , che mezzi ed uomini sono stati sequestrati dai dischi volanti . Ma fin dove può condurci la fantasia?

lunedì 27 aprile 2015

Gli antenati che scesero dal cielo

Dio Assur sul suo disco alato
Gli uomini hanno sempre invidiato gli uccelli per la loro capacità di volare ed avere cosi la possibilità di essere in contatto con le potenze celesti. Gli antichi ritenevano che avessero una grande familiarità con gli Dei, col sole e i corpi celesti nonchè con gli agenti atmosferici; di conseguenza venivano ritenuti sacri e visti con timore reverenziale.
Si riteneva che Zeus , il Dio supremo dei Greci, si manifestasse sotto le spoglie dell'aquila e del cigno.
 Il Dio persiano Simurgh era raffigurato con immense ali, simile ad una nuvola portatrice di pioggia, mentre il Dio indiano Garuda , simbolo del vento, era rappresentato con la testa e le ali di un'aquila e il corpo e gli arti di un uomo. Gli uccelli erano ritenuti inoltre il mezzo di locomozione degli Dei. Apollo veniva trasportato da un cocchio tirato da cigni; Zeus , nella tarda arte greca , cavalcava un'aquila; Afrodite era portata da un'oca; le divinità asiatiche sono generalmente raffigurate mentre cavalcano immensi uccelli . Skanda , il Dio cinese indo-cinese monta un pavone, mentre un pappagallo è il destriero del Dio Hindù dell'amore, Kama.
 I messaggeri degli dei sono spesso alati. Mercurio ha le ali ai piedi e nell'arte cristiana gli angeli hanno ali di uccello. Le potenze del male e i loro emissari possono essere parimenti alati . Nell'arte cristiana lo Spirito Santo è simboleggiato da una colomba e infatti la Bibbia dice: " E quando Gesù fu battezzato...vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba ..."( Matteo cap.3)
Le ali hanno sempre avuto una parte preponderante nel costume dei rituali magici e propiziatori. Antichi graffiti ci mostrano uomini vestiti da uccelli e ancor oggi, presso i popoli primitivi, molte danze si ispirano al volo degli uccelli. Gli indiani Hopi della California , quando eseguono la danza della pioggia imitano i movimenti dell'aquila e gli indiani Taruhumare del Messico quelli del tacchino. Ma perchè l'uomo , cosi radicato sulla terra ,  per millenni in balia delle sue trasformazioni, schiavo della natura e dei suoi capricci, ha, da tempi immemorabili , volto lo sguardo al cielo con la stessa ansia di un esule alla patria perduta?
Nel cielo ha posto i suoi Dei-antenati e con essi ha cercato di mantenere un colloquio ( che non è noto quando fu interrotto) tramandandone sulle antiche pietre una tangibile prova e nei racconti tutto il suo contenuto spirituale.
Miti, leggende, favole, fantasie, poesie,  tutto un mondo di meraviglie, rivelazioni , tradizioni, che confermano la parte essenziale dell'uomo totale , sono state poste ai margini della realtà. Una realtà piccola , rigorosa , frammentaria ma tangibile.
Che cosa accade nel lunghissimo periodo che va dalla scoperta del fuoco all'invenzione della scrittura?
 Tralasciando, il non poco annoso problema , se l'uomo sia oriundo della terra o fu "seminato " dal cosmo ( come le attuali teorie panspermatiche affermano), è innegabile che nei diversi tempi della sua evoluzione fu tutelato, seguito , istruito e castigato dai suoi "superiori" provenienti  dallo "spazio esterno". Molte sono le prove della permanenza sulla terra degli Dei in vari periodi e della loro ingerenza nei fatti degli uomini. Le figure degli "ospiti dal cielo" e dei loro carri aerei sono rimaste scolpite in molti luoghi. Più è antica l'incisione e più è esplicita l'immagine del Dio dentro un oggetto circolare.
 Il "disco alato" è uno dei simboli più suggestivi delle prime civiltà e la raffigurazione del Dio dentro la ruota è strettamente connessa alla divinità. Dai Sumeri , all'impero Persiano all'Egitto , l'emblema del disco si presenta con alcune varianti ma conserva sempre il suo attributo di veicolo degli Dei. In un cilindro Assiro si trova la figura di un uomo , appartenente senza dubbio alla stirpe divina, che scende sulla terra dentro un disco.
Il Dio Assur, viene rappresentato come l'occupante di un cerchio   con piume laterali  - non bisogna dimenticare che nell'iconografia primitiva le piume rappresentano la qualità del volo.
Ahura-Mazda
 Il Dio dei persiani, Ahura-Mazda, pilota un disco ed impugna una specie di volante o timone. Nel bassorilievo del tempio di Dario , a Persepoli, ( V sec. a.c.) la figura divina appare solcando lo spazio, e nell'enorme fregio della rocca di Behistun, l'immagine del Dio fluttua o vola sopra gli eserciti persiani che si dispongono al combattimento.
iscrizioni di Behistun
Gli antichi Dei indiani vengono spesso rappresentati mentre volano su un disco alato . Vishnù , come Assur, avanza girando per cielo con una ruota e lanciando raggi sulla terra , ma anche altre divinità indiane - compreso il Dio scimmia Hanuman - offrono questa sorprendente associazione con il disco celeste.
Vishnu
Altre volte il Dio viene rappresentato mentre corre nella parte interna del bordo della ruota, come se cosi si volesse indicare il movimento rotatorio. Anche in Egitto il disco alato "l'Occhi di Ra" fu il veicolo della divinità suprema . In tutti i casi i culti primitivi adoravano il disco che serviva per trasportare gli Dei, e solo quando questi si allontanarono dalla terra il loro culto si trasferì dai "cerchi di Fuoco" ai corpi celesti visibili, identificando i grandi assenti con le luci del firmamento. ( n.d.r. questo dato è fondamentale , in quanto non esisteva nel periodo arcaico una associazione tra gli DEI e le costellazioni o i pianeti del sistema solare, quasi come se , una volta perso il contatto diretto con gli Dei , gli uomini, avessero voluto ricordare questi "uomini speciali" , che erano volati via verso le stelle-il pianeta  Giove è stato associato dai romani al Dio , ma Zeus non era associato a Giove e andando più indietro nel Pantheon assiro-babilonese o indio gli dei non venivano mai associati a elementi intangibili quali stelle, costellazioni o pianeti ma ad esseri super-umani. Fu dopo, nelle epoche più moderne , che  gli dei divennero celesti e non provenienti dalle stelle......)

Anche le Sacre Scritture , come faceva notare lo scrittore cattolico Daniel Rops in un articolo pubblicato sul settimanale francese "Carrefour", non scartano l'esistenza di esseri dotati di intelligenza di tipo umano, benchè  assai superiore , venuti dal cielo. Ad esempio gli angeli.
Se prendiamo l'idea di Rops come punto di partenza, possiamo  tentare delle ipotesi. Gli Angeli, "messaggeri" o "guardiani" che si unirono alle "figlie degli uomini" (Genesi cap.6) e trasmisero agli abitanti della terra insegnamenti che li fecero potenti , ma impuri di comprenderne a pieno i significati, potrebbero essere quelli che oggi tornano sul nostro pianeta dopo migliaia di anni . Però come è possibile concepirli in tal modo? Senza dubbio questa fantastica possibilità potrebbe essere il risultato della "contrazione del tempo" che si produce, secondo la teoria Einsteniana, nel viaggiare nello spazio interstellare ad una velocità prossima a quella della luce.  Supponendo che i presunti Angeli viaggino nel cosmo ad una velocità superiore a quella della luce , le distanze cesserebbero di esistere e solo il tempo verrebbe percepito nell'allontanarsi o nel discendere su di un pianeta.. Pertanto gli Angeli sarebbero praticamente immortali . Cadrebbero in balia  del tempo se restassero per un certo periodo sotto l'influsso della gravità di un corpo celeste.L'angelo potrebbe qualche volta procreare sulla terra , lasciare una discendenza di esseri superiori che , dotati di poteri supernormali, e di una elevata spiritualità, guiderebbero i terrestri e morirebbero con loro e per loro, abbandonati dai loro padri "celesti"( n.d.r. vi ricorda qualcosa?...)
In ogni modo gli angeli della Genesi , quegli esseri splendenti capaci di apparire o sparire davanti ad Abramo o Loth , che oggi sembrano apparire o scomparire davanti gli occhi esterrefatti di uomini e donne anonimi , potrebbero aver percorso la galassia in un periplo intertemporale?

Fonti :  Z.Sitchin - Testi vari
         : R.Pinotti - Testi Vari
         : E.Von Daniken - Testi Vari
         : periodico 2001 (buenos Aires)
         
           



domenica 26 aprile 2015

Man in Black :Le Maschere di Piombo

Gli occhiali-maschera dei radiotecnici
Presentiamo un caso che alla fine degli anni '60 fece scalpore tra gli ufologi ed in particolare tra i primi teorici del complotto. La storia chiama in causa i famosi M.I.B. ( Man in Black), ed è uno dei primi casi "certificati" in cui tali soggetti cercarono di impedire corrette indagini.
 Il caso fa parte di quella serie di eventi che risulta poco "richiamata" su internet , ci piace quindi presentare un post inedito.
E' il 17 Agosto 1966, siamo a Guanabara (vicino Rio de Janeiro),  un uomo , che sta salendo su una collina vede, nei pressi di un cespuglio, due figure umane distese in terra con strani occhiali scuri sul volto.
A prima vista la cosa non lo insospettisce , anche se una strana sensazione si insinua in lui.....Si avvicina quindi per osservare meglio e con stupore e orrore nota che gli uomini sono morti e sugli occhi portano misteriose maschere di metallo nero artefatte. Dopo un attimo di panico , il viandante scappa per chiedere aiuto alla più vicina stazione di Polizia. Gli agenti che accorrono immediatamente non possono fare altro che constatare la morte degli uomini che vengono identificati per Migue Viana e Manuel Pereira, due radiotecnici.
Prima stranezza, tra gli effetti personali degli uomini vengono trovati appunti con formule matematiche  indecifrabili. Le maschere indossate risultano di piombo , plasmate in modo molto rozzo, probabilmente da loro. Nei loro pressi viene  inoltre rinvenuto un foglio con la seguente dicitura:"Ore 16.30- Trovarsi luogo stabilito; ore 18.30 - Ingerire capsula. Dopo l'effetto proteggere il volto; attendere segnale convenuto."....
I corpi, prima di essere restituiti alle famiglie, vengono sottoposti ad autopsia. Il medico legale nota che nessuno dei due aveva segni di trauma sul corpo e l'autopsia, nonostante vengano fatte anche ricerche di sostanze radioattive, non chiarisce le cause della morte , che comunque viene fissata alle ore 19.00 del 17 agosto.  Ascoltate le famiglie la polizia non acquisì alcun elemento ulteriore utile ai fini delle indagini. Alcuni testimoni definiti "affidabili" dalla Polizia vennero ascoltati e riferirono di aver notato sulla collina , quel giorno alle 19, uno strano oggetto che sembrava emettere scintille . Ovviamente dopo che il caso ebbe risalto mondiale, furono fatte le ipotesi piu' disparate e assurde. Si arrivò a ritenere che i due avevano , con sistemi radio da loro sperimentato, concordato un appuntamento con una razza extraterrestre...ma c'è chi pensò anche con più fantasia....
La storia non finì qui. Il 26 agosto , un tizio alto, vestito di scuro con occhiali e cappello, si presenta presso la camera mortuaria , dove le salme degli uomini erano ancora a disposizione dell'autorità giudiziaria  Con accento straniero offre l'equivalente di 20000 euro circa di oggi al custode, per prelevare un campione di cervello dei due radiotecnici!
Dopo il secco rifiuto del custode e dopo che questo minacciò di chiamare la Polizia , lo straniero si dileguo' .  Il mistero si infittì, si fece spazio l'ipotesi di un esperimento scientifico andato male e comunque che la vicenda avesse a che fare con lo spionaggio....Ancora un ultima curiosità: pochi anni dopo , nel  novembre del 1970 furono presentate da parte dello staff della NASA le nuove maschere per proteggere gli astronauti da strani "lampi cosmici" che venivano notati nelle passeggiate extraveicolari, sembrano assolutamente simili agli occhiali-maschera dei radiotecnici assassinati.

Un ringraziamento speciale va alla rivista il giornale dei misteri